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Fantasie lagate ad una tazza di the

. Pubblicato in Alka Seltzer, racconti digestivi

di Pinese

Mezzanotte.

Sono solo, guardo nella luce della candela, mentre fuori la lotta con i botti
investe l'arredamento con i lampi verdi e blu.
Un lampo più vicino degli altri e me lo vedo lì, nella sedia vicina alla mia.
piccolo, biondo ricciolone, mi guarda, mi studia.

"Ciaaaoo? ettuchisei?"
"Io mi chiamo Pietro e tu?"
"io non lo so...."


Inutile chiedergli chi sia. ha preso la sedia del vecchio con il quale ho discusso poco fa di quanto accaduto negli ultimi dodici mesi; mi pareva stanco e sollevato dal trasferimento dal mondo reale all'ovattato, ma più sicuro, mondo dei rimpianti.

"cosa è fuori? pecchè utto quetto bam bam?"

" e' per te, sono felici, ti stavano aspettando".

"Ah... cosa vojono da me?"

non ti so dire, amore, denaro, soldi, sesso, salute... penso chiedano un altro anno di vita... io farei così.

"cosa devo fare io, qui?"
non lo so mica, io. Sono uno qualunque. Ero semplicemente qui quando sei arrivato. come tutti gli altri.

"quello là.. il vecchietto... aveva tanti casini piantati là fuori?"

La sintassi è già fluente, mentre penso se sia il caso di pensare alla sintassi adesso... sto parlando con l'anno nuovo...

Insomma... non sono proprio tutte rose e fiori... a proposito... stanno morendo le api.

" e io cosa centro, cosa ci posso fare? che cavolo pensate, che uno arrivi qui, appena nato, e sottolineo appena nato, e metta tutto apposto? non so mica come fare... non mi ha detto niente nessuno..."

Boh... prova ad inventarti qualcosa...
"io me ne vado, torno a casa."
nix, non puoi... ormai sei in ballo.

Gli scende una lacrima, su una guancia che non le aveva ancora provate. la prende con le dita,la osserva, l'assaggia. " ...salato..."
Come il mare. i due terzi del mondo, ti troverai incasinato anche con quelli.

E' troppo facile averla vinta con un bambino cui nessuno ha detto niente, e che non si è ancora reso conto di avere il potere del tempo.

Vuoi una tazza di latte? il the... ai bambini... fa male....

" si, grazie... cos'è il latte?"

...roba buona. esce caldo dalle tette di una delle famiglie animali, si chiamano mammiferi, perchè dovunque vadano, si portano dietro la mamma.

ride piano... prende coscienza di sè ad una velocità indicibile. Guarda la tazza fumante.
"Scusa... posso avere un biscotto?" con un cenno della testa gli faccio capire che sono lì, se li vuole basta allungare la mano.

lo guarda. e' nero con le stelle, quelli aperti a Natale. Lo assaggia piano, con i denti davanti. i biscotti gli piacciono.

prova a pucciarlo nel latte...

e' ancora meglio, denso e sugoso si scioglie in bocca, avviluppandoti in una sconvolgente sensazione di dolcezza. Chiude gli occhi e ne inspira la bontà.

ne prende un altro, con voglia e decisione. Lo intinge fino a bagnarsi le dita.
lo solleva ma è ormai troppo tardi. Il biscotto si spezza e con un silenzioso pluf scompare, riemergendo sfatto ed irrecuperabile. le stelle si sciolgono, bianco nel bianco che ormai si incrina diventando marron.

Vedi cosa succede ad aspettare troppo?

" Ho capito. meglio che vada. Farò quel che potrò fare. Se vi piacerà mi ricorderete come un'ottima annata, altrimenti parlerete male di me. Come se non sapessi che tanto tendete a parlare male di tutti. Addio".

Si alza dalla sedia, già cresciuto. la camicetta bianca gli stà stretta.
Dove vai, vestito così? fuori fa freddo.
Mi tolgo il pile di dosso, è quello con l'inserto di maglia con i fiocchi di neve su fondo blu. Prendilo pure, te lo presto volentieri, ne ho degli altri. Gli dò il mio perchè l'ho già scaldato, mica per altro.

" beh... signor Nese, lei è molto cortese, lo prendo volentieri, grazie, glielo riporto."

E' già un giovanotto, di quelli senza genitori e senza ormai più giochi. i muscoli si vedono già sotto la pelle ormai privata del grasso. la perfezione di un Michelangelo.

"allora vado... devo procurare qualche bacca per i passeri, colorandola di rosso, o forse meglio che alzi la temperatura di venti gradi... ma poi, se non gela, vi si ammalano gli alberi... 'ccidenti... bel casino".

Scusi... mi accorgo che anch'io gli sto dando del lei... cosa intende fare per la crisi? dico, la crisi monetaria, il mediterraneo in guerra, la Cina che esplode, il terzo mondo...

"E che, devo fare tutto io? io penso al sistema centrale, vi assicuro rotazioni, stagioni e -per quel che posso- stabilità. Se avete pruriti di quel tipo, alzate il culo e datemi una mano".

Però... per piacere... le api... ci terrei veramente molto alle api.

Si gira. Maestoso e forte. Mi guarda dall'alto in basso, come uno che ha già deciso.

Prende il vasetto di miele dalla tavola. inclinando la testa tuffa lo sguardo nel giallo, ambrato, trasparente sapore che amplifica e scalda i freddi bagliori che lo investono.
Studia e capisce. Quel che tocca il miele ne esce migliore.

"già.. le api... sarebbe proprio un peccato... me lo segno, vedrò cosa posso fare."

E' fuori.
Torno sulla tazza di the. mi scalda le mani. Gli altri dormono ed è ora che li raggiunga. fuori la festa è finita, la festa si fa per i bambini e il 2012 è già in ufficio a macinar lavoro.

nel blu scuro del cielo iniziano a cadere i primi fiocchi di neve. mi sta già restituendo il maglione. Il blu è intenso, i fiocchi candidi. L'ha lavato prima di restituirlo, come chi non vuole lasciare debiti in giro. E' un anno per bene.

Ti faccio tanti auguri, caro 2012. Torna a trovarmi, se puoi, a san Silvestro. Metto su il the.

ah... auguri anche a voi.

Pinese. Smile