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Ciao Mattia

. Pubblicato in Varie

mattia e  bruno

Oggi, come pensavo, ho visto lacrime e sorrisi. Vestiti da messa, divise da scout, giacche imbottite, Ho visto timidi fiori sui vestiti primaverili, ho visto saette su giacche da moto, in un mondo che sboccia per l'ennesima primavera. 
Ho visto gente salutare gente, mani stringere mani, braccia cingere spalle, visi nascondersi contro visi. 
Contatti.
Contatti fra persone venute da lontano con qualcuno in comune: persone con la voglia di avere fra le braccia, anche per un solo istante, chi ora si deve negare all'abbraccio. Non per colpa sua. Lui ce l'ha messa tutta, come dice chi l'ha conosciuto di più. 
Io l'ho conosciuto da poco, non sento di averlo conosciuto poco. L'ho conosciuto per poco, è vero, l'ho visto in poche occasioni, conviviali e spesso uguali, vedendolo talvolta cedere, poi rialzarsi. 
Incarnava quell'idea che sorride alla vita con gli occhi sgranati; quell'idea del simpatico cialtrone che vorresti come amico da quando hai sentito parlare di Huckleberry Finn e vorresti fare scorribande con una zattera, una canna di bambù e un sughero rosso giù nel Bayou. 
Avrei voluto parlargli... per dirgli cosa?... Avrei voluto parlargli solo per tenerlo ancora lì. E come me tutti. Chi avrebbe voluto urlargli in faccia la propria rabbia per un destino crudele, chi avrebbe voluto scusarsi per un'incomprensione, chi avrebbe voluto tirar fuori una battuta venuta in mente giorni prima. Tutti rimpiangendo quel momento nel quale la possibilità di parlare c'era ma non era stata colta, essendo tutti troppo indaffarati a fare montagne di cose importanti. 
Ho visto gente parlare con gente, guardando in tralice una ingombrante, chiara, calda cassa di abete nodoso che ti spiega, pazientemente, che ormai non si può più.
Ho visto gente finire discorsi, ho visto mani lasciare mani, ho visto visi allontanarsi da visi. 
Ho visto visi poggiarsi su una cassa, ho visto mani accarezzare il legno, ho visto sguardi posarsi su spigolose tavole che ormai fanno muro fra noi e le sue martoriate spoglie mortali.
Ed è così che usiamo fare per fare nostra l'idea che era lui, per far entrare per sempre in noi quell'idea che è Mattia, per andare avanti portandolo con noi, integrandolo in noi.
Per poter domani sentir qualcuno ridere pensando a come rideva lui, per poter sentire parlare qualcuno pensando che così parlava lui, per poter guardare le cose come le avrebbe guardate lui, per poter vedere in un altro l'idea che è lui. 
Lasciamo spazio ai sogni, dove gli amici assenti ritornano e parlano con noi mediante noi, lasciamo spazio alle foto e ai pensieri che esse suscitano, lasciamo spazio ai sentieri tracciati e ai sentimenti che invocano. 
Lasciamo andare Mattia perchè Mattia, il sorridente Mattia, lo scanzonato Mattia, è ritornato ad aleggiare nell'aria di un caldo giorno della fine di Marzo, e per tutti noi è un'idea. E le idee non muoiono - anzi - accompagnandoci migliorano nel tempo. 
§ciao, Pinese.